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INTRODUZIONE Al Vol. 3

   

   Questo, di fatto, è un cammino: è legittimo cercare il miglioramento e fare sempre del proprio meglio, con tutte le difficoltà che ciò comporta. Con tutto l’amore che saprai dargli. Lo stesso amore che ti accompagna vegliando sui tuoi passi, lo stesso che ti sarà vicino a ogni istante, anche quando non ce la potrai fare. Aggiungo che “Per quest’amore e solo per questo, ce la farai”.

  Ho parlato più volte con lettori che provano l’ansia di leggere il nuovo libro, che ne hanno necessità, che mi domandano più volte a che punto sono con la scrittura, che sono impazienti. Meglio se abbandoniamo l’avidità di lettura, è meglio essere lenti, tranquilli, molto più lenti, molto più tranquilli e più vai piano più scopri che c’è uno spazio in te privo di frenesia, senza fretta, di là dal tempo. Lo devi trovare, è uno spazio sacro, benedetto, viene dal profondo, rinasce da sotto a montagne di cose inutili ammassate, viene a mostrarti che ancora esiste, che fai ancora in tempo, che devi solo dismettere la frenesia, perché quella ti porterà solo in giro ancora e ancora. Quell’ansia frenetica ti porterà attraverso cento libri, per mille vie, in diecimila vite, finché cadrai senza più forza né fiato. Meglio rallentare e farlo subito caro lettore e cara lettrice, cui vorrei regalare una protezione: “Non sei libero? Liberati ora del desiderio di libertà! Come? Così: Non sarai mai libero dal desiderio di libertà, camminerà sempre vicino a te, lascia che lui cammini al tuo fianco, è lui a seguire te, sei tu che tracci il cammino. Tu percorri sempre il centro del sentiero, nell’aurora, lui cammina al margine, nella tua ombra. Il sentiero finale, dopo l’ultima porta, lo percorri liberamente”.

Sinossi

“… Sento il sibilo del vento tra le piume. L'Essenza mi guardava, non ero solo, mi sto librando, sulla valle, sul fiume, i pini e i cedri silenziosi, le vette alte innevate e il contadino rugoso. Un grido squarcia l'aria ferma…”. Questo terzo libro nasce spontaneamente, come i due che l’hanno preceduto e ne è la naturale prosecuzione. Tuttavia non sarà di elementare comprensione: anche se la lettura risulterà in ogni caso piacevole, semplice nei modi e nei contenuti, moltissime “immagini” saranno mistiche, faranno evidente riferimento a situazioni interiori e a paesaggi dell’anima che solamente un pellegrino della nobile via riconosce. In aggiunta ai primi due libri, questo presenta un taglio realmente esoterico, maggiormente incisivo ed efficace quanto più si riconosceranno in se stessi i contenuti. Questo non significa, in ogni caso, che la lettura possa nuocere ad alcuno che non sia così addentro all’argomento, al contrario. Come ogni buon libro di spiritualità, le immagini mistiche evocate si rivelano al lettore in base alla sua stessa capacità di riconoscimento, d’introspezione. Possiamo dire con certezza che la migliore comprensione è proprio quella che “conduce” ad abbracciare e non ad escludere, a con-prendere e a nulla escludere. Saggio è colui che giunge a tirare le fila di ogni cosa dentro l’universo, a riconoscere l’origine e i principii di tutte le manifestazioni dell’Essenza in questo mondo. Grazie ad una così profonda vista, si scopre infine la vera semplicità d’ogni cosa. Perché, in fondo, nulla è complesso e complicato se non ciò che la mente rende astruso e incomprensibile.

  Parlare di “ultima porta”, può incutere un po’ di timore, quasi una piccola paura o un’ansia inconscia verso un momento che potrebbe parlare di una fine, di un “vuoto a venire”, di una prossima incertezza. Non sia questa la chiave di lettura, prego. I paesaggi interiori sono in continua evoluzione, non hanno fine. Dopo l’ultima porta si estende un territorio vastissimo, immenso, bello e familiare come la propria casa e ci sarà molto ancora da dire, rassicuratevi e non temete. Con affetto, Claudio Panicali.

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