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INTRODUZIONE AL VOL. 1

   La via e la vita sono la medesima cosa. Essa ci chiede spessissimo una verifica ad ogni passo che compiamo in essa. Per quanto non sarebbe necessaria, dal momento che ognuno segue semplicemente la sua migliore inclinazione, ogni tanto, abbiamo tutti bisogno di un mano, di una carezza, di una parola che ci faccia riconoscere il valore di ciò che stiamo facendo, che ci faccia sentire dentro il sorriso del cuore, il sorriso dell'anima.

  Qui di seguito pubblico una parte dell'Indice del libro e poi un breve estratto per alcuni capitoli. Buona lettura e l'augurio a tutti di trovare un buon cammino

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-Muro Liquido

-Percezione

-Presenza e Partecipazione

-Mistico

-Concludendo

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Muro Liquido

  Tutte le Immagini Sacre non sono che la rappresentazione della Visione che qualcuno ha avuto del Sacro, dell'Eterno; qualcuno che ha saputo, potuto o dovuto "formarle" in base anche alle necessità del suo tempo, ai divieti, alle norme sociali e religiose, in base anche alla cultura del suo popolo, ma comunque e sempre regalandoci la magia che c’è nell’essere così vicini al Sacro. E’ la sensazione e la percezione stessa di ciò che esiste al di là di ogni cosa in questo universo, al di là dei nomi e delle forme, al di là dei colori e dei suoni, al di là della volontà degli uomini, al di là della mente e del pensiero … ed anche al di là ed oltre ad un muro liquido.

Percezione

  Se cercassimo una chiave di volta, una chiave di lettura per ogni cosa ed ogni manifestazione all’interno dell’Universo, questa sarebbe senza dubbio individuabile con la Percezione. Dal latino “Per”, per mezzo di e “Capere”, prendere; quindi ottenere qualcosa per mezzo di qualcos’altro.

  Tutto il nostro essere è un enorme, complesso, multiforme organo di senso. Perfino il cervello, così strettamente connesso con ogni organo attraverso milioni di terminazioni nervose; così connesso che, a ben guardare, è quasi impossibile separarlo dal resto del nostro corpo!

  Purtroppo siamo ancora esseri molto fragili, capaci di negarci volontariamente la realtà. Così, spesso, abusiamo di antidolorifici, antidepressivi, antitumorali, antiosteoporosi, antitutto. Perché? Si sa, le ”scorciatoie” sono oggi molto richieste; sembra non ci sia il tempo per fare tutto, quindi adottiamo degli escamotage. Invero, ignoriamo il vecchio detto secondo il quale in un viaggio non è affatto importante l’arrivo, ma il viaggio stesso! La “meta” non è arrivare, propriamente detto, ma è il viaggio stesso verso di essa. Diceva Albert Einstein: “Amo viaggiare, ma odio arrivare”.

  Possiamo dire quanti organi di senso sono coinvolti in questo processo che chiamiamo Esperienza? Direi proprio di si, ma a torto; meglio sarebbe affermare di conoscere, ad oggi, solamente cinque organi preposti, forse sei, ma dovremmo dire di ignorare totalmente se ve ne siano degli altri ancora sconosciuti. Dunque, se siamo onesti, dobbiamo affermare che la nostra Esperienza è genita da una tale inestricabile unione di sensorialità da essere praticamente (e fattivamente-vedremo perché più avanti) insondabile. Eccoci così alla precedente affermazione secondo la quale “tutto il nostro essere è un enorme complesso multiforme organo di senso, invero, siamo un organo sensoriale”.

  Giusto ieri sera mi trovavo in amabile conversazione, dopo cena, a dissertare di cosa sia “meditazione”; ebbene affermavo: “Si, vabbè, ti siedi in meditazione, poi? A che pensi? Non pensi? Sono domande retoriche, chiaro, anche perché spesso e volentieri sono stato seduto in meditazione con molte persone e monaci di svariati ordini religiosi e non; tuttavia con queste semplici domande mi metto di proposito nei panni di chi ha dentro degli interrogativi, come delle “urgenze”, come una piccola onnipresente insoddisfazione, quindi mi metto nei panni di chi cerca “qualcosa”, ma non sa bene nemmeno lui cosa cerca, quindi presta fiducia e ascolto a chiunque abbia “un che” di credibile da esporre. A queste persone voglio dire solamente una cosa: “Se non sai che cercare, ne’ dove guardare e nemmeno cosa ascoltare, stai solo sprecando la tua preziosa vita!”

Presenza e Partecipazione

  La presenza è già di per se stessa una forma ben delineata ed inequivocabile di partecipazione, non è necessario alcuno ulteriore sforzo: è sufficiente avere Coscienza della propria Esistenza dentro l’Universo, parte di esso, inseparabile e indispensabile. Potremmo dire, a questo punto, che la presenza è la nostra Predisposizione alla partecipazione, alla Condivisione. Presenza indica già che il nostro essere si è messo in “Ricezione”, è ricettivo, è ben disposto verso ciò che viene e lo fa con positività e buon umore, è sicuro di sé stesso e cosciente delle proprie indispensabili qualità. Presenza è uno stato dell’essere, è una forma estremamente Vitale e creativa al massimo grado. Presenza è “assenza di remore”, è Coraggio, è assenza di timore, è fiducia nella propria forza e certezza delle proprie capacità, è passo sicuro verso la luce e la chiarezza che arrivano. Presenza è parte attiva del nostro essere nei confronti di tutto ciò che ha esistenza, dell’universo. Presenza è semplicemente “Consapevolezza”!

  Consapevolezza, dal latino “Con”, assieme e “Sàpere”, avere coscienza di; ove anche “coscienza” viene da “Con-Cum” e da “scire”, sàpere; quindi Consapevolezza come condizione in cui la cognizione della nostra esistenza si fa interiore; altro dalla conoscenza, si fa “uno” in intima armonizzazione con ogni cosa. Questo è un punto molto molto importante della nostra Indagine Su Una Visione Unificata dell’Esistenza.  

   Ora siamo in grado di capire, percepire ed essere coscienti che tutto questo cammino sin qui porta direttamente, ma gentilmente, alla “Condivisione”. “Condivisione”, di questo lemma non cercheremo l’etimologia: oramai ragioniamo con mente sufficientemente semplice da capire anche le cose più comuni! Quantomeno, abbiamo capito che il Ragionamento e l’analisi logica non fanno parte di questa Indagine: di questa Indagine su una Visione Unificata dell’Esistenza fa parte il Cuore, non la Mente, l’Istinto, non la Razionalità, la Pancia, ma non la Testa, Abbracciare e non Dividere.

Mistico

  Abbiamo letto, alle volte, che "L'Universo è Mistico", cosa vuol dire Mistico? Vuol dire che la realtà non è così tangibile come molti amano credere; meglio essere disposti ad altre prospettive, ad altre Percezioni, ad altre dimensioni; meglio che la Mente sia aperta e la Coscienza molto vasta: l’Universo è una realtà molto diversa da quello che sembra; è tutto tranne ciò che sembra, la sua apparenza non è la realtà sua intima, ma solo una forma impermanente, variabile, ingannevole. Perché non tutti siamo disposti ad accettare l’ipotesi di altre prospettive? Perché non amiamo nuove percezioni? Semplice: il nuovo spaventa!

  Ogni volta che c’è una bella giornata di sole, inaspettata, con l’aria chiara e limpida, ci sentiamo energetici, stiamo bene, non vogliamo pensare a nulla; magari prendiamo la bicicletta ed usciamo a fare una bella pedalata in campagna, così, senza pensieri; non ci servono teorie strane, al diavolo le filosofie astruse, le nuove dimensioni; l’orizzonte è nitido, l’aria tersa, il cielo è azzurro, stiamo davvero bene; cos’altro potrei desiderare? Volgo il viso verso il sole chiudendo gli occhi e mi godo il suo tepore rigenerante.

  Però arriva un giorno di nebbia e pioggia, al lavoro le cose non stanno andando bene, in famiglia nessuno mi aiuta o capisce il mio malessere; ci vorrebbe qualcosa che non so … proverò ad uscire con un amico, magari a cena, magari riesco a raccontargli le mie insicurezze circa il futuro; alla fine della serata è lui che mi ha raccontato le sue! Sto male quanto prima e non riesco a fare nulla per distogliermi, sono senza energie, ho sonno, sono sempre molto stanca. Ho provato a leggere qualcosa, ma è difficile, non riesco a capire, tutte ste complicazioni … magari è perché adesso non sto bene; riproverò quando starò meglio, adesso mi metto sul divano e mi rilasso un po’ con un programma tv qualunque.

  Siamo capaci di capire cosa sta accadendo qui? Riusciamo a sollevarci da terra un paio di metri e a guardarci un po’ più dall’alto e da fuori? Ci stiamo rendendo conto che siamo “intrappolati” nella Dicotomia della realtà? La risposta è No? Allora non c’è problema! La risposta è Si? Allora io inizierei a leggere questa Indagine dall’inizio e con molta calma! Forse, Mistico è un termine sfuggente, per adesso, ma in seguito diverrà romanticamente luminoso e adorabile. La monaca buddhista zen di nome Ryonen (1797), fra le sue più belle composizioni, scrisse questa, l’ultima prima di morire:

Sessantasei volte questi occhi hanno guardato la mutevole scena dell’autunno.

Ho parlato abbastanza del chiaro di luna,

Non domandare altro. Ma ascolta la voce dei pini e dei cedri quando non c’è un alito di vento.

Mistico significa che apro il mio cuore affinché tu vi guardi dentro. Mistico significa che se tu, guardandoti nel cuore, senti di aprire le ali, ora lo conosci. Mistico è quando percepisci grandi ali. Mistico è ogni volta che tutto il frastuono del mondo non riesce a rompere il tuo silenzio. Mistico è ogni volta che ne’ le parole ne’ il silenzio esprimono quello che provi, ma lo devi dire lo stesso. Mistico è quando in autunno cammino sulle foglie cadute sui sassi bianchi del giardino e sono completamente nudo davanti all’universo. Mistico è ogni volta che devi tacere perché quello che diresti sarebbe così forte da distruggere ogni cosa!

Concludendo

  Come si legge questo libro: non è una ricetta di cucina dove, alla fine, se hai fatto così e cosà con precisione, il risultato è quello della figura! Se leggendo Capisci, bene, ma se non capisci meglio! Leggi col cuore non con la testa; con la pancia non con la mente.

  Se dopo la prima lettura (o se è stata troppo veloce) non percepiamo grossi cambiamenti, non ne facciamo un dramma, è più che normale; la seconda lettura, invece, servirà proprio a farci vedere che, se il nostro impegno è l’Indagine, il cambiamento è già in atto e siamo già “migliori”, più evoluti: conta solo l’Intento, il resto scorre!

  Inoltre, da un diverso punto di vista, che molti condivideranno, questa non è affatto la fine dell’Indagine, ma solo l’inizio.

Quando non c’è più fine e non c’è più inizio,

Quando non si viene e non si va,

Quando il suono è quello del vento fermo,

Respiro l’Eterno e l’Eterno respira me.

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