L'Ego e la Mente #90

Irretirsi: La Porta Dell’Inferno e quella del Paradiso.

Come promesso nello scorso articolo e video correlato, ci tengo a riportare qui un aneddoto occorso in una particolare occasione che ora vi narro. Ci fu un tempo, in Giappone diversi anni fa, un grande samurai che desiderava un chiarimento spirituale. Si recò da un grande maestro Zen e dopo i saluti di rispetto disse: “Maestro, mostrami dove sta la porta dell’inferno e dove sta quella del paradiso”. Il maestro, subito: “Di certo la tua spada è così mal tenuta che non taglierebbe nemmeno una pesca!” Immediatamente il samurai ferito nell’orgoglio, mise mano al fodero della Katana (la celebre spada giapponese) nella sua cintura e fece scattare la sicura con quel piccolo “clic” caratteristico che precede l’estrazione. Subito il maestro esclamò: “Ecco, qui si apre la porta dell’inferno!” Il samurai, cambiò in volto improvvisamente e levò subito la mano dalla sicura della katana. Di nuovo il maestro immediatamente: “Ecco, qui si apre la porta del paradiso!”. Il samurai si chinò profondamente al maestro e col massimo rispetto ringraziò allontanandosi. Ecco, questo è l’aneddoto che desiravo usare per l’argomento di oggi. Ora chiedo a voi ascoltatori e lettori: “Voi la vedete ora la porta dell’inferno?”. “No di certo. Stupidi come siete tutti in fatto di ricerca interiore…!”. Ora la state vedendo? (Shanti). Se sì, qui s’apre la porta del paradiso.

  L’argomento di oggi è “la mente e l’ego”. Nella ricerca interiore, nel cammino mistico, nel percorso spirituale, molto spesso abbiamo a che fare con questo argomento. Sempre, come abbiamo visto nell’articolo e nel video scorso “Come si Legge L'Alchimia” #89, non possiamo escluderci dall’osservazione. Quelli fra voi che hanno visto la porta dell’inferno, poco fa alla mia domanda, hanno avuto un’illuminazione e si sono visti essi stessi in ciò che stavano osservando e lì hanno visto quindi la porta del paradiso. Perché? Semplice: non hanno guardato fuori vedendo me e la mia provocazione, hanno invece guardato dentro a se stessi, alla propria reazione a ciò che li ha toccati dentro. Vediamo cosa accade nella mente: se è molto attivo e presente un ego, esso è molto permaloso e suscettibile alle provocazioni, come la mia affermazione o come quella del maestro verso il samurai. L’ascoltatore, se è un cercatore della via interiore, sa dove guardare e riconosce subito chi si irretisce, chi si altera: il proprio ego, o in vari casi quel che ne resta. Lo specchio in tutto ciò è: più è grande l’ego e maggiore sarà l’alterazione di chi si sente provocato, insultato (vedi sottotitolo di oggi, “la porta dell’inferno”). Se l’ascoltatore è un onesto cercatore di questa via, potrà anche sentirsi “punto” ma solo per un istante, poi gli si spalancherà immediatamente la porta del paradiso: vedrà se stesso e quanto ancora rimane del suo ego; la provocazione non esiste, esiste solo la Via di ricerca interiore. Per tutti gli altri, la strada è ancora lunga; dipende solo dalla loro disposizione interiore alla crescita spirituale.



 28 nov 2020                         Claudio Panicali

 

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