Verso Dove?

   Nel paragrafo due, "Un Cammino", abbiamo intravisto come sia difficile parlare di un cammino, ma possiamo anche cercare di percepire l'impossibilità di definire un percorso chiedendo: se ciò che cerchi già lo sei, come potresti avere un percorso verso ciò che già hai? Ha senso? Facciamo un esempio: propongo ad un mio amico un esperimento; lo benderò lo farò salire in auto con me e lo condurrò fino ad una cascata d'acqua di montagna. Giunti che saremo sul posto, lo farò scendere dall'automobile e gli dirò "sei bendato ma sei nei pressi e puoi sentire il suono dell'acqua che scende dall'alto e si tuffa nel fiume sottostante, è una bellissima cascata, lo percepisci dal suono dolce; tu devi percorrere la distanza fra te e la cascata fino a vederla interamente". Mi siedo e aspetto il mio amico. Che percorso potrà o dovrà fare il mio amico? Sarà molto lungo o breve? Quanto impiegherà? Sopra tutto, non sbaglierà strada? Sembra facile rispondere, ma non per tutti; ci sono al mondo molte persone che sanno che ogni ricerca inizia con un solo passo e si mettono in movimento, alcuni vanno a destra, altri a sinistra, qualcuno va dritto e deve cominciare a nuotare bendato, qualcuno rimane immobile, perché ha capito che andare da qualche parte non ha molto senso e restano fermi. Alcuni sono ancora lì e aspettano. Quanto tempo ci vuole per arrivare alla cascata che è già lì? Capite la metafora? Sembra semplice, ma vi assicuro che non lo è affatto; eppure il mio amico muove la testa a destra, poi si gira a sinistra, sente la direzione dell'acqua che scroscia e scoppia in una risata. Esclama "amico mio, ero già qui, mi hai fatto un bellissimo regalo!" Rapido come un fulmine si toglie la benda dagli occhi e mi sorride.
   Bisogna ricorrere a simboli e metafore per tentare (senza che sia possibile riuscirvi) di descrivere qualcosa che per sua natura senza forma non può stare nelle parole, che sono anch'esse forma. La forma può descrivere una forma, ma non ciò che è privo di forma. Quindi con le parole, usate come dei segnali stradali, possiamo indicare curve e attraversamenti, ma con che cartello potremmo indicare qualcosa che non ha forma? L'essenza più intima del nostro essere è senza forma, è al di là della forma, perché è Uno con l'essenza di ogni cosa, in tutto l'universo. La sostanza di ognuno di noi è tale che nessuna forma la può contenere, nemmeno il nostro stesso corpo, ancor meno il pensiero, meno ancora la mente. L'Essenza ci attraversa e si esprime attraverso il cuore generando le forme ed ogni cosa. Continueremo questo discorso nel paragrafo sette "Iniziamo".

                  Claudio Panicali

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