Unalome

   Come spesso accade tra gli adolescenti, anche io, da ragazzo ripudiai la religione cristiana e tutte le tradizioni ad essa collegate, per andare a cercare “altrove” la verità. Allo stesso modo fanno i giovani orientali nei confronti delle loro religioni. Quasi sempre, i figli, non seguono le orme del genitore, ma tendono a creare un strada propria e sempre in antitesi con quella più facile e già predisposta dalla famiglia. Qui in occidente, infatti, ero saturo di riti e recitazioni “formali”, che più nulla hanno a che vedere con la vera ricerca interiore delle verità (come dovrebbe essere per ogni religione …). Volevo darmi una scossa energica. Il mio percorso mi portò verso oriente, verso la Cina, l’India, l’isola di Taiwan, il Giappone. Per poi fare ritorno con “occhi nuovi”.Infatti, mondato l’animo dalle ritualità formali ed afferrato il senso vero e profondo della religiosità, ora ero libero di leggere in modo appassionato anche i vangeli. In seguito amai ogni forma di spiritualità ed in ognuna ancora ritrovo l’antico sapore originario. Questa che segue è un’immagine Sacra come tante altre, una come un’altra. Cito: “Unalome è un simbolo della tradizione buddhista che rappresenta il percorso dell’individuo che si dipana lungo la vita. Il sentiero comincia dal centro della spirale … In mezzo ad un mulinello l’uomo è preda di confusione, paure, dubbi, incertezze. Poi pian piano la consapevolezza rischiara il percorso e si esce dalla spirale. Nella seconda parte del simbolo: l’osservazione porta alla comprensione che ci sono alcune cose che ci incatenano in circoli viziosi. Sembra di procedere in avanti, ma si torna indietro. Come una sorta di maledizione: quando si ha l’impressione di aver compreso, ecco che sembra che gli eventi ci dimostrino proprio il contrario. Questa continua osservazione porta però nuova luce: più si osserva, più questa paradossale parte a zig-zag si riduce, e pian piano si giunge ad una linea retta. La linea retta rappresenta la comprensione definitiva … A questo punto basta solo un po’ di coraggio per tuffarsi. Alla fine della linea c’è un burrone (lo spazio fra la fine della linea e il puntino). La comprensione definitiva infatti non è altro che la certezza che tutto è mistero e che nulla può quindi essere compreso e controllato. Si può solo vivere … lasciandosi andare nell’immenso oceano privo di certezze dell’esistenza.” Swami Gyan Visarjana

   Aggiungo una breve nota a favore di chi, come mia mamma, leggendo qui sopra e, verso la fine, del "burrone" si è spaventata. Non è così infrequente questo timore, anzi, direi che è solamente percepito in modo più o meno accentuato, ma è comunque parte di ogni essere umano, è più che leggittimo. Tuttavia fa anch'esso parte del cammmino che mena alla comprensione (come citato poco sopra). Questo "spazio" fra la fine della linea e il puntino, questo "burrone" è figurabile anche come "finalmente apro le mani e lascio fluire l'esistenza e tutte le cose": nulla puoi trattenere, nemmeno un'idea di giusto e sbagliato.

                   di Claudio Panicali

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