Un cammino

   Non è sempre semplice "definire" se vi sia o meno un cammino vero e proprio nel progresso umano di emancipazione: è un po' come dire "si rinasce in un'altra vita infinite volte e fino a che non si comprende che questa è l'unica vita". E' un evidente controsenso, è illogico, come un Koan dello Zen. Tuttavia, questa illogicità palese, è anche una indicazione molto precisa; essa presuppone e da per scontato che chi sta leggendo stia indagando sé stesso e la propria esistenza, quanto meno che abbia una porta aperta sulle possibilità, che comprenda ed accetti che la mente non può arrivare ovunque; questa illogicità da per certo che chi legge qui conosca un modo di indagare differente, che non usi la testa, il pensiero, la mente, ma il cuore. Cosa significa? Significa che il cercatore autentico è sincero in quanto non si aspetta nulla, non ha bisogno di comprendere ogni frase che legge; parole che passano sotto gli occhi con piacere non hanno bisogno di essere "capite" all'istante, il cuore capisce perfettamente, anche se non sembra. Questo è l'inizio della trasformazione, questo è l'inizio, qui comincia qualcosa che ci porterà gioie immense, incontenibili. Se è il cuore che legge, è presto detto: non si è capito molto; tuttavia ci si riconosce in qualcosa, si intuisce una somiglianza con qualcosa di dentro a noi, come una risonanza, una concordanza e questo ci lascia più leggeri, un po' felici per aver trovato finalmente qualcosa, come un inizio facile, un appiglio nella confusione del mondo, una boa quando nemmeno si vedeva la riva.

                   di Claudio Panicali

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