TerraPiatta o TerraTonda? 2

   Come promesso, torniamo sull’argomento. Prima una piccola considerazione mi urge fare: come previsto e descritto nel precedente articolo, con questa domanda (di cui non aspettavo alcuna risposta-non era quello il senso) ho suscitato un vespaio di reazioni. Alcuni non hanno nemmeno letto attentamente il testo, si sono sentiti presi in causa, irretiti e stizziti nell’animo, si sono prodotti in battibecchi e discussioni fra loro stessi. Ho letto ogni cosa possibile, fino alla maleducazione. Come detto, era però prevedibile. Come, previsto, era pure che solo gli uomini reagissero in questo modo. Eppure, l’argomento era metafisico, non fisico! Era ben chiaro e scritto che si parlava di una Via di consapevolezza, di liberazione dall’ego, di una via alla ricerca dal cuore, della pancia, del sentimento e non dell’analisi mentale. Era scritto pure che era necessaria molta attenzione per scorgere questo movimento egotico-mentale, in noi. Abbiamo anche nominato Buddha e la sua via di liberazione istantanea e definitiva.
   Abbiamo parlato di Mente Zen, di Mente Di Bambino, di stupore di meraviglia. Eppure, tutto ciò che ne è scaturito (tranne rare eccezioni e tranne chi ha premurosamente e sapientemente taciuto) è stata la diatriba: curva sì, curva no! Per tirare le fila del discorso: un giorno, in un tempio zen, due monaci guardavano la bandiera del tempio. Uno disse: “La bandiera si muove”, l’altro replicò: “E’ il vento che si muove”. Discussero argomentando a lungo, ma senza venirne a capo. Sopraggiunse Hui-Neng, il sesto patriarca, che disse loro: “Signori, a muoversi non è la bandiera, a muoversi non è il vento. A muoversi è la vostra mente”. I due monaci rimasero interdetti.
   Questo agitarsi della mente, era il solo centro dell’apparente domanda del titolo. A questo punto, se anche ciò non bastasse, ne vorrei fare un’altra: “La Mente è curva o piatta?”. Può apparire una provocazione e lo è, ma non allo scopo di instaurare un contenzioso tra me e il lettore, piuttosto, solamente fra il lettore e se stesso. Che cosa voglio dire: siamo molto abituati ad avere un interlocutore, qualcuno che consideriamo esistere di là da noi stessi; ci rivolgiamo fin troppo spesso all’altro, troppo poco alla nostra interiorità. E’ ora che molti comincino a guardare più verso l’interno e meno all’esterno. Ogni verità non verrà mai da fuori, cercarla fuori da noi è una vita sprecata in passatempi futili. Chiedersi se la mente sia piatta o tonda, vuol essere solamente un’indicazione su come leggere il titolo dell’articolo. So che è difficile, non tutti ancora sono in grado di leggere con la pancia anziché con la testa ma, sia di consolazione e stimolo: tutti arriveremo allo stesso traguardo, nessuno escluso.
   Buona Via a tutti.
          5 gennaio 2019        Claudio Panicali