Realtà = Metafora?

   Come disse Henri-Louis Bergson,L’occhio vede solo ciò che la mente è pronta a comprendereTutto è Reale? Davvero? Sai perché la realtà ti sembra così vera nonostante molti dicano che sia illusione, che sia solo una metafora? Sai perché ti sembra facile controbattere che vedendo un treno che parte (ad esempio) chiunque vede un treno che parte e non è illusione? Non è difficile da spiegare, è più difficile da comprendere. La ragione sta solo nel fatto che gli “oggetti”, che vediamo e tocchiamo, non sono finiti lì e fini a se stessi, hanno un senso, la loro presenza ha un senso, il loro movimento, il loro colore, l’emozione che ti provocano. Quindi, il treno che parte, nonostante sia per tutti un treno che parte, per alcuni è commovente, per alcuni è un nuovo inizio, per altri un addio, o una ferita del cuore, o un abbraccio infinito che non conosce distanze, per altri è il bacio che non dimenticheranno mai. Capisci? Questo è solo per iniziare a capire, il difficile viene ora: intorno al treno c’è una stazione: per alcuni è luogo di mendicanti e cattivo odore, per altri è il centro nevralgico della vita che ferve ogni giorno, per altri una noiosissima inutile attesa. Che dire del fronte della stazione e della grande piazza antistante? Del giardino al centro di essa? Per alcuni è una panchina su cui dormire perché non ha più casa, per altri è il luogo del primo bacio. Poi, dopo il primo incontro, si va a mangiare un gelato assieme: è fresco? Ha il sapore delle “tue labbra”, è un’emozione che non dimenticherò mai più mentre lo assaporo e ti guardo negli occhi’? Il treno che parte. Così, cosa vuole indicarci Henri-Louis Bergson con “L’occhio vede solo ciò che la mente è pronta a comprendere”? Chiaramente che le cose non sono le cose, ma ciò di cui abbiamo bisogno in un determinato momento, in altri momenti le stesse cose sono differenti. E non dobbiamo cadere nel facile errore di credere che “gli oggetti”, “le cose”, “le persone” siano entità separate, ma è come un’unica scena, tutto è legato, tutto ha dentro una storia. Così, se iniziamo a comprendere che “gli oggetti” non sono inanimati, ma possiedono il senso e l’anima che noi gli diamo, possiamo ancora separare il treno dalla stazione, dalla piazza, dalla panchina e dal gelato? Se sì, in che momento esattamente? Se hai salutato qualcuno che partiva e lo hai fatto con un bacio, fin dove lo hai portato quel bacio? Come era la piazza della stazione mentre uscivi, la stessa di quando sei arrivato? E il gelato di quei due, era come tutti gli altri o era il più buono del mondo? Quindi, già così in semplicità, la realtà è molto variegata, mutevole, soggettiva, multiforme. Se ancora asserisci che il treno è ancora un treno, è solo perché lo stai guardando con la mente, con il pensiero; ma quando hai baciato quella ragazza mentre il tuo treno cominciava a muoversi, prima che lei scendesse, come lo guardavi il treno in quel momento? Ora dovresti comprendere un po’ meglio, è molto sottile e labile da afferrare, ma quando ce l’avrai non vorrai mollarlo più! E’ come tenere stretta quella persona, il treno si muove, lei deve scendere e tu la tieni ancora più stretta, lei ti guarda negli occhi un istante e il treno è già troppo veloce per scendere: restiamo abbracciati qui ora. La Verità è così, quando ti bacia è per sempre.

04/lug/2018              Claudio Panicali

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