L’Arte d’Amare - Avere o Essere

  Su suggerimento di un lettore, che ringrazio molto, inserisco quest’argomento nel Vol. 3 Della Coscienza. Sentendo, tuttavia, molto presente e attuale nella vita di tutti questo problema, voglio anche farne un articolo qui sul blog. Si poteva intitolare semplicemente “Amare”, ma questo lettore ha scritto “L’Arte di Amare”: evidentemente voleva, nel suo desiderio, mettere in luce l’impegno, la volontà a lavorare per il rapporto sentimentale, per la relazione affettiva.

   E’ un argomento assai delicato, che chiama in causa tutte le caratteristiche proprie dell’essere umano. Questo perché il rapporto sentimentale evoca direttamente l’immagine, la figura che abbiamo di noi stessi, la nostra identità, la persona che ci vediamo essere. Nel rapporto con gli altri, in senso generale, molto spesso, in situazioni di crisi o semplice di disaccordo, ci mettiamo subito in fuga, ci allontaniamo con l’alibi che la nostra idea è differente, libertà di pensiero, ognuno dice la sua.

   Nel rapporto intimo con una persona, nella coppia, ciò non può avvenire, perché ogni atteggiamento, ogni decisione, ogni presa di posizione influenza direttamente la vita di entrambi e lo fa istantaneamente: è lo specchio perfetto per la crescita personale. Ogni fuga non risolve, al contrario, alimenta il contrasto. Parlavo in questi giorni con una persona il cui rapporto è in crisi dichiarata, dopo oltre dieci anni e un figlio di quell’età. Come abbiamo visto più volte, il problema sta sempre lì: nell’identificazione con il nostro ruolo, il nostro sé, ciò che ci diciamo d’essere, l’Io.

   Aprendo un cioccolatino famoso ci piace leggere che “In amore vince chi scappa”, ma è un momento di poesia, inoltre non è riferito alla crisi, ma al farsi desiderare e solo temporaneamente, al fine di attirare il desiderio dell’altro.  Nella crisi, o in ogni confronto/scontro, la fuga è estremamente deleteria, genera danni quasi irreversibili. Danni che si sommano uno all’altro, fino a divenire insostenibili.

   Amplierò questo argomento interessantissimo ma, ora, voglio dire una cosa sola: quando sei lì vicino, c'è rancore, c’è paura del rifiuto, c’è stizza. Lei forse dorme, lui fa finta e si sente dal respiro, dalla tensione. Nessuno fa un primo passo. Ognuno ha i pensieri volti a fare i conti di ciò che ha avuto e di ciò che ha dato fino ad oggi. Nel silenzio e nel buio. Ognuno ha un se stesso che pensa, da solo, più pensa più si isola, più tira somme e più lo fa a suo solo vantaggio, si autoconvince sempre più. Poi arriva la stanchezza. Il pensiero conflittuale consuma tantissimo e il sonno arriva di sorpresa.

   Voglio dire solo questo: se sei una persona sensibile, in qualunque modo sia l’altro/a, allunga una mano, abbi un atto d’amore verso te stesso, verso la tua vita, la tua famiglia. Abbi il coraggio di un gesto che quasi sicuramente verrà respinto, ma abbi quel coraggio. L’unica certezza è che quel gesto è un seme e non passerà “inosservato”. Garantito al cento per cento. Se avrai avuto quel coraggio, anche solo una volta, vuol dire che ne sei capace: stai cambiando tu stesso la tua vita. Anche solo una volta, anche se sarai rifiutato. Te stesso non rifiuterà mai il tuo gesto d’Amore, ne farà nascere un altro e poi un altro, perché ora sai come si fa ad amare davvero. Poi sia quel che sia.

06/06/2019                               Claudio Panicali

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Per “espandere” l’argomento e per comprendere più a fondo, i miei libri, “Della Coscienza” Vol. 1, “Quali Sono Le Porte” Vol. 2, e “l’ultima porta” Vol. 3, li trovi Qui:

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