La Rana Nel Pozzo

   Stamattina entro in bagno, in laboratorio e vedo una strana macchia sotto la pedanina da doccia. Mentre mi lavo le mani e il viso, mi chiedo come faccia a stare lì tanta polvere da formare un mucchietto grande come un topino di campagna… Il bagno non è sporco, anzi; Mah! Mi asciugo le mani e il viso e vado a dare un’occhiata. Sollevo la pedanina e scopro che era una piccola rana grigia! Questa, sorpresa e vulnerabile, ora cercava una via di fuga lungo le mattonelle lisce della doccia, ovviamente era inutile. Cercai un contenitore trasparente e riuscii e portarla fuori sotto alla siepe, nel suo umido vitale. Giusto ieri mi sono reso conto che stavo comportandomi proprio come quella rana e sono stato malissimo, una potente emicrania per tutto il giorno. I fatti: da quattro giorni seguivo, su un social net, una storia commovente. Mi sono lasciato coinvolgere quando ho visto una giovane donna piangere per quel che accadeva. Cominciai a seguire la notizia cercando un parere competente o una documentazione sul fatto ed invece finii in un vespaio di contestazioni e critiche isteriche da parte di chi usa i social net come “sfogatoio” per le proprie frustrazioni quotidiane. Non che sia sbagliato sfogare e far uscire i propri malumori, anzi. Ciò che è riprovevole è farlo nascosti dietro un display e farlo con arroganza, con l’insulto, con la maleducazione, con la sopraffazione verbale, senza addurre nella conversazione nulla di costruttivo se non blaterare per dar sfogo alla propria violenza repressa. Per parte mia mi limitai a poche battute e mai irrispettose, ma ciò mi ha reso comunque molto agitato, molto ansioso, anche un po’ risentito nei miei stessi confronti: non posso dimenticare le parole di uno dei più antichi maestri taoisti dei primi secoli a.C. Diceva più o meno così: “[…] L’uomo virtuoso non si lascia coinvolgere nelle umane vicende, ha un punto di vista più elevato, vede le cose da una più ampia angolazione e per questo non si interessa di piccole discussioni e chiacchiere da pozzo. Per questo riesce ad essere sempre d’aiuto e a guidare nel modo più giusto chi gli chiede aiuto. Nonostante questo, egli non si sente superiore, al contrario, egli sa bene che in natura tutto quello che si fa alto è prossimo alla decadenza e tutto quello che è basso è destinato a fluire senza ostacolo come il fiume in fondo alla valle che immancabilmente giunge al suo mare. Per questo, l’uomo superiore non si fa grande col suo prossimo, ma resta umile, non impone la propria parola, ma lascia vivere, non dà importanza a piccole cose ma stima e lavora su grandi visioni. […]”. Chuang-Tzu nel libro Chuang-Tzu. Le persone “virtuose”, in quel contesto e per inciso, si sono anche palesate e con molto garbo e professionalità; tuttavia, capii che mi ero fatto coinvolgere, per la compassione verso quella giovane donna. Compresi d’aver sbagliato: il mio amore per chi soffriva non era in discussione. Io ero in pace con quella creatura, ne condividevo l’Essenza e lei la mia, non c’era dubbio. L’aver afferrato l’accaduto in questi termini, quindi l’aver tratto una importante lezione, mi diede un po’ di giovamento, ma dovetti dormirci sopra tutta la notte per riprendermi un po’, anche perché era una lezione già “digerita” in passato (alle volte, il presente è davvero inaspettato…). Al mattino, ecco che trovo la piccola ranocchia nella doccia! Si capisce il nesso metaforico? Ma questa è già la prossima storia…

28/apt/2018              Claudio Panicali

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