La Meditazione. Come?

   Cosa s’intende con la parola Meditazione? In latino l’origine è “mederi”, cioè curare. Spesso sentiamo dire “Io medito” oppure “Faccio meditazione”. Sarebbe più corretto dire “Sono in meditazione”. La meditazione generalmente e secondo il senso occidentale deve avere un oggetto cui riferirsi. Si medita sulla vita, si medita sull’esistenza, sul vuoto o anche sull’amore, ad esempio. L’origine sanscrita della parola meditazione è “Dhyana” e sarebbe più appropriata che non il senso latino, in quanto questa non prevede un oggetto della meditazione, della cura ma riguarda invece uno stato dell’essere, infatti significa “Visione”. Dal Sanscrito e poi dal Pali la parola d’origine è jhāna, da qui derivano anche il cinese Chan e il giapponese Zen (buddhismo).
   Nello Yoga, Dhyāna è il settimo degli otto passi per raggiungere l'unione con Dio. La meditazione è qui impiegata per il raggiungimento del samādhi, la realizzazione di Sé. Tornando a noi occidentali con aspirazioni mistiche cos’è che facciamo davvero? Soprattutto, come lo facciamo? Dire Meditazione o Via, dovrebbe significare lo stesso intento, la stessa aspirazione: l’elevazione dello Spirito, la conquista di una Coscienza più vasta. Lo scopo finale della meditazione è il cammino stesso che ognuno compie. Sentirsi in cammino, sentirsi viandanti di questa Via di liberazione è lo scopo vero e ultimo della meditazione. Con la Coscienza più vasta che ci pervade tutto lo spazio attorno e dentro di noi senza confine, ovunque si vada, la Meditazione è uno stato dell’essere, non termina quando ci alziamo da sedere e non inizia quando ci sediamo: è senza fine né principio. Fate caso: questo proprio è l’attributo del Tao, “mai nato e mai morto, non ha fine perché non ha principio” (Lao-Tze, Tao Te Ching, "il libro del tao e della sua virtù").
   Questo stato dell’essere, così sempre presente è un passo della Via che deve giungere in questa stessa vita, è fondamentale se si tende con tutto se stessi al progresso interiore, ad essere migliori, evoluti, degni di diffondere amore e di ricevere benedizioni dal Cielo. Che questo stato dell’essere divenga così vasto e onnipresente è proprio il riflesso diretto dell’innalzamento e dell’espansione della Coscienza. Come si arriva a ciò? Non è difficile, è sufficiente la determinazione a giungerci in questa stessa vita.
   Se si possiede questa determinazione significa che si è riconosciuta l’importanza dell’arrivare “preparati” al momento del trapasso. Vuol dire che si è riconosciuta l’importanza di arrivare al momento finale di questa vita puliti, leggeri, degni, sereni, senza dubbi, sicuri, fermi nell’amore, con l’animo luminoso, col cuore che riconosce l’antico cammino, col volto disteso, senza ombre, senza crepe, risolti, sciolti, liberi d’andare nella luce superiore, liberi di riconoscere l’origine e di poter proseguire il cammino, tutti assieme. Essere determinati in questa stessa vita non è difficile, si tratta solo di stabilire delle priorità, è riconoscere quali sono le cose essenziali per il nostro percorso, per la nostra vita, che è la nostra Via. Sarà necessaria una fede, o meglio, una fiducia cieca nell’intuito del nostro cuore. Meditazione, infondo, è solo un modo di dire, quel che conta davvero è l’intenzione, è l’amore che ci metti, l’amore che provi per essa.

23/nov/2019                         Claudio Panicali

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