Cinque Sensi?

   In realtà sono molti di più. Il tema centrale della Meditazione è espandere i propri sensi in modo da poter percepire “altro” da ciò che comunemente siamo abituati a “vedere”. Sostanzialmente si rimane in questa realtà, solamente che se ne vede molta di più. Si percepiscono altre dimensioni di quest’universo. Non è facile rendere questo concetto a parole, nemmeno a gesti, neanche a sapori o profumi.
   Perché? Per il semplice motivo che se hai solo cinque sensi a disposizione e io ti parlo di un sesto, come posso spiegartelo se non usando uno dei cinque che tu usi? Ecco il problema fondamentale della comunicazione fra esseri un poco differenti. Come nell’immagine che ho scelto per quest’articolo.  In quest’immagine, quello che vediamo, è molto indefinito, sfocato, praticamente irriconoscibile. Allo stesso modo se parlo di altri sensi oltre i cinque o sei conosciuti, come posso fare per rendere comprensibile e verificabile il concetto a chi mi ascolta? E’ dato per certo che mi ascolta sta usando (così crede lui consciamente) solamente i cinque/sei sensi più comuni, da cui si comprende che non ha modo di percepire qualcosa che si rende palese ed evidente solamente attraverso l’uso di altri sensi. Questo perché egli, l’ascoltatore, può usare solamente i sensi che ben conosce e non sa andare “oltre” nemmeno volendo.
   Come ne usciamo? Abbiamo detto che il tema centrale della meditazione è proprio l’espansione della Coscienza, quindi dei sensi. Dobbiamo dunque riuscire a trovare un modo per “proseguire” il nostro cammino spirituale nonostante i mezzi non ci favoriscano. Un modo, ovviamente, c’è, diversamente saremmo confinati in questa vita di dolore per sempre. Il progresso umano, il progresso spirituale dell’essere umano è ineluttabile, inarrestabile, non eludibile. Voi direte: “Dunque basta anche non fare nulla!”. No, non fare nulla non ci solleva dal dolore in questa vita, nonostante la civiltà umana tutta insieme progredisca spiritualmente in ogni caso. Per superare quindi l’impasse torniamo a guardare l’immagine, senza cercare di indovinare cosa ci sia dietro le sfocature, senza il bisogno di capire ad ogni costo di cosa si tratti: non è facile.
   Questo è proprio l’atteggiamento da adottare nei confronti della vita, di ogni cosa. Se abbiamo compreso che è necessario andare “oltre” i soliti sensi, quelli usati fino ad oggi, guardiamo dunque in modo differente dal modo usato fino ad oggi: non aspettiamoci più nulla, restiamo aperti e disponibili ad altre percezioni, soprattutto smettiamo di aver bisogno e di desiderare “definizioni certe”. Questo è un bisogno puramente mentale, non ha nulla a che fare con la meditazione, nulla a che fare col cuore, nulla in comune con la meditazione, è solamente uno schema di pensiero che abbiamo oramai intuito essere vincolato dai cinque sensi e che non permette nessun’altra realizzazione oltre quello che già sperimentiamo ogni giorno sul piano materiale.

16/nov/2019                       Claudio Panicali

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