Ci Hanno Aiutati?

   Martedì qualcuno mi ha inviato un file audio molto ben fatto, recitato da un’attrice molto brava. Il documento inizia ringraziando (ironicamente) alcuni politici francesi e tedeschi per aver aiutato il popolo italiano nel momento del maggior bisogno. Prosegue facendo leva sulle qualità più o meno positive ma sempre molto folcloristiche del nostro popolo. Poi passa a elogiarci per tutte le opere sociali, artistiche e culturali realizzate nel corso dell’intera storia a favore di tutti i popoli europei. Popoli europei che fino a quel momento, come vengono descritti, erano poco più che analfabeti, incolti, incivili e socialmente sbandati. Viene esaltata la capacità tutta italiana di essere il popolo detentore del settanta per cento del patrimonio culturale mondiale.

   Viene così enfaticamente esaltato il monosillabo “Noi”, noi, noi. Più volte accentato, sottolineato e ripetuto alla nausea. Secondo questo audio documento il popolo italiano, anzi NOI, siamo i soli e unici creatori della cultura sociale ed economica di tutto il genere umano. Con un impeto che sfiora il cattivo gusto vengono pure annoverati, fra i beni ora in possesso del genere umano, i tortellini, il gelato, la pizza, la mozzarella, il prosciutto e la mortadella. Soprassiedo sulla lista dei poeti e degli imperatori. Per finire, in questo audio documento, l’attrice recita appassionata l’elogio dell’italica maternità di tutta la civiltà occidentale; denigra un po’ i monumenti francesi e le automobili tedesche e sparla ancora un po’ qua e là. Infine facendo una lista di venti città italiche da visitare e puntando il dito contro chi ha distrutto la Grecia, lancia il monito contro loro che hanno offeso il popolo italico con un virus che offenderà poi loro stessi. Si firma “Una ragazza italiana”.
  Non ho voluto replicare nulla a chi mi ha inviato questo audio documento perché preferisco farlo qui, con tutti voi.

  Qui perché mi voglio rivolgere a voi che sentite un anche minimo impegno personale al miglioramento. Io vi imploro, per il bene che vi voglio, per l’amore che sento per voi: non fatevi fare anche questo, non lasciate che esseri meno evoluti di voi cerchino di tirarvi indietro, di frenarvi nel vostro andare verso una più grande coscienza; ci sono esseri che non sono malvagi, ma solamente ignorano ciò che voi già avete conquistato, esseri che non si rendono conto di ciò che fanno, perché non stanno bene, soffrono e si muovono anche urtando, spintonando e coinvolgendo il prossimo loro. Così qualcuno inciampa e cade, ma non è cattiveria, solamente cecità, miopia, incapacità a conquistare un punto di vista un poco elevato, magari solo due dita sopra il fango della palude, due piedi sopra le canne dello stagno, due passi oltre le pietre di un maleodorante pozzo crollato.

   Per il bene che vi voglio, in nome dell’amore, non fatevi fare questo! L’odio fra i popoli nasce proprio a partire dalla recriminazione. L’odio fra le genti nasce proprio dal vittimismo. Noi che spesso condividiamo belle frasi d’amore e mettiamo tanti cuoricini e tanti “grazie” sui social net, noi abbiamo il dovere sacro di non lasciarci commuovere da chiunque ci elogi e ci santifichi al solo scopo di metterci l’uno contro l’altro: fratello contro fratello, popolo contro popolo, stato contro stato, razza contro razza.

   Chi ci elogia e santifica con belle sapienti parole, sta solo tentando di scipparci un’emozione. Se ci riesce è già entrato in noi, gli abbiamo aperto la porta e lui è entrato agitando in aria le braccia, battendo i piedi per terra e urlando come un pazzo l’odio fra le genti, la colpa, il prima e il dopo, il tesoro donato gratuitamente e il merito tradito, l’ingiustizia, l’iniquità fra i popoli. Noi che siamo qui abbiamo il sacro dovere di non ascoltare chiunque e qualunque imbonitore, quantomeno di non aprirgli la porta del cuore commovendoci. Nemmeno con me lo dovete fare, per quanto io non sia un imbonitore, è più importante vivere la via e le cose che in essa ci raggiungono e non credere a esse né a nessuno che ce ne parli, magari a modo suo, per fini suoi, a noi estranei e sconosciuti, per noi velenosi. Non fatevi questo! Non vi fate anche questo, vi prego.

21/mar/2020               Claudio Panicali

 

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